Italian jazz crea

Italian Jazz Crea (Composition Research – Europe and America) è il nuovo Progetto del Saint Louis College of Music interamente dedicato alla ricerca e all’innovazione in ambito jazzistico compositivo.

Nasce come spin off di Italian jazz on the road e ne amplia il potenziale divulgativo, al fine di distribuire in tutto il mondo un progetto di musica originale e sperimentale di jazz italiano. Partner internazionali del progetto, alcune delle più importanti Istituzioni musicali italiane, europee e statunitensi: Conservatorio Superior de Musica de Navarra – Pamplona, Spagna; University of North Texas, USA; Umbria Jazz Festival; Auditorium Parco della musica di Roma; Teatro Eliseo di Roma.

Nell’ambito del progetto Italian Jazz Crea, sostenuto dal MiBact, il Saint Louis si propone di promuovere in Italia, Europa e America, le creazioni originali di 8 talentuosi giovani compositori italiani che verranno eseguite in Italia dalla Saint Louis Big Band e all’estero dalle Big Band residenti del Conservatorio di Navarra e della University of North Texas.

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DIRETTORI / TUTORS ARTISTICI

Iñaki Askunze

Iñaki Askunze, Laureato in Sassofono al Conservatorio di San Sebastián con menzione d’onore, Iñaki Askunze insegna armonia, arrangiamento, composizione e Big band al Dipartimento di jazz del Conservatorio Superiore del Paese basco (“Musikene”) e al Conservatorio Superiore di Navarra (CSMN).

Studia per tre anni alla Berklee College of Music (Boston) seguendo corsi con Joe Viola e con Herb Pomeroy e Si, laureandosi con menzione di Lode in “Performance” e “Composizione Jazz ”.
È stato il Direttore della “Iruña Big Band” per 10 anni.

Ha insegnato armonia e pratiche d’insegnamento al “Taller de Musics” di Barcellona per 3 anni.
Oggi i Dirige anche la Pirineos Jazz Orquestra ed ha registrato un cd con Randy Brecker come special guest. Questa formazione ha svolto un progetto di jazz- flamenco per Big Band con Chano Domínguez come special guest.
Askunze ha suonato in Festival Jazz molto importanti a Madrid, Bacellona San Sebastián, Vitoria (dove si è esibito con il celebre gruppo vocale Manhattan Transfer).

È stato invitato a dirigere i suoi arrangiamenti di Jazz-flamenco per Big Band dalla “Royal Academy of Music” ad Aarhus (Danimarca), dalla “Norwegian Academy of Music” ad Oslo (Norvegia), e dalla “Prince Claus Conservatoire” a Groningen (Paesi Bassi).

Askunze ha inoltre ottenuto il premio di secondo classificato alla “Competition for composition and arrangement for Big Band” organizzata dall’associazione culturale Ool-Ya-Koo e dalla SGAE Foundation a Granada.

Antonio Solimene

Antonio Solimene, a rrangiatore, direttore d’orchestra, didatta. È docente coordinatore dei corsi di Arrangiamento Jazz e di Ear Training al Saint Louis College of Music, dove è anche membro del Consiglio accademico e del nucleo di valutazione e la rappresenta nelle riunioni dell’AEC (Associazione europea dei Conservatori), durante gli incontri per il PJP (Piattaforma Jazz e Pop).

Unitamente all’attività didattica svolge quella di direttore d’orchestra. Dal 2008 è direttore delle formazioni orchestrali – Big Band e Combo – del Saint Louis. Dal 1993 dirige la TMJB con la quale si è esibito in numerosi concerti sia in Italia (Perugia, “Umbria Jazz”, dal 2003 al 2013), che all’estero (Parigi, “Le Petit Journal”; New York, “Teatro dell’ONU”). Ha diretto l’orchestra ritmico-sinfonica di Mediaset per la Sony Music e l’Orchestra Sinfonica Bulgara.
Ha realizzato vari CD, tra i più rappresentativi:

  • “Eneiro”, in qualità di compositore e pianista per la Ricordi;
  • “Napoli standard”, “Note autorizzate”, “Piedigrotta e dintorni”, in qualità di direttore e arrangiatore per la TMJB edito dalla Music for Music;
  • Live in studio” con la Saint Louis Big Band per la collana “Jazz Collection”.

Ha collaborato con molti musicisti, tra questi: Stephane Grappelli, Lew Soloff, Gorge Masso, Maxime Saury, Paolo Fresu, Lucio Dalla, Stefano Bollani, Maria Pia De Vito, Pietro Condorelli, Rosario Giuliani, Javier Girotto, Daniele Scannapieco, Marcello Rosa.

Richard De Rosa

Compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e didatta. Richard De Rosa, nominato ai Grammy Awards, è attualmente direttore di Composizione e Arrangiamento Jazz presso la North Texas University ed è il direttore artistico dell’American Jazz Venues (AJV). Dal 2012 al 2016 ha diretto e arrangiato per la prestigiosa WDR Big Band a Colonia, in Germania.

Durante la sua prolifica carriera, le sue composizioni e i suoi arrangiamenti hanno abbracciato una vasta varietà di stili di scrittura e sono stati ascoltati sui palchi di tutto il mondo, in televisione e nel cinema, a Broadway, in video, audiolibri e numerosi album.

“Neil”, il suo lavoro originale per Big Band, si è guadagnato una nomination ai Grammy 2016 per la “Migliore Composizione Strumentale” ed è compreso in Lab 2015, registrato dalla One O’Clock Lab Band.

Gianluigi Giannatempo

Gianluigi Giannatempo, premiato in vari concorsi di Composizione e Arrangiamento Jazz (Barga Jazz, Scrivere in Jazz di Sassari, Euro Jazz Writing Contest di Parigi, Roccella Ionica, borsa di studio della Manhattan School of Music di New York) ha composto e arrangiato per orchestre sinfonica, quartetti d’archi, Jazz Orchestra, cori, orchestre d’archi, quintetti di ottoni….

Suoi brani sono stati eseguiti in Italia, Francia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Svizzera, Olanda, Russia, Argentina, Brasile, Inghilterra da ensemble quali: l’Orchestra Jazz della Sardegna con Paolo Fresu, Javier Girotto, Cinzia Tedesco; l’Orchestra del festival Veneto Jazz con John Mosca, Dick Oatts, Cecil Bridgewater; L’Euro Jazz Big Band di Parigi; la Chicago Jazz ensemble, la Western Illinois University Big Band, la Thessaloniki State Symphony Orchestra con Dee Dee Bridgewater; la Big Band del Conservatorio Superiore di Musica di La Coruna (Spagna) con Rosario Giuliani; l’Orchestra ritmo-sinfonica di San Paolo del Brasile; l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari; l’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia; la Colours Jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti; il Solstice String Quartet (Londra); la Exit Orchestra diretta da Marco Tiso; l’Italian Big Band; la Apulian Orchestra con Paolo Fresu; l’Atem sax quartet; la Saint Louis Big Band; il quartetto Pessoa; lo Iatalsax quartet; la Forma Jazz Orchestra con Dee Dee Bridgewater e altre.

ORCHESTRE

CSNM Big Band

Gruppo creato nel 2005 come materia di ensemble per gli studenti del dipartimento Jazz. Riunisce gli studenti che si distinguono nei diversi strumenti legati a questo stile: trombe, tromboni, sassofoni, chitarra, pianoforte, contrabbasso, basso, batteria e voce.

Fin dalla sua nascita ha eseguito concerti al Civibox e Civican di Pamplona, ​​ha partecipato al Festival del Jazz della UPNA, nel ciclo “Jazz on the street” con Bob Sands, ha accompagnato il trombonista Marshall Gilkes, i cantanti Sabine Kuehlich, Elisabetta Antonini e Deborah Carter, il percussionista Ron Van Stratum, il flautista Jorge Pardo, il trombettista Kurt Weiss, il pianista Iñigo Ruiz de Gordejuela, il compositore Jere Laukkanen, etc.

Il repertorio classico della Big band consiste di arrangiamenti di standard e composizioni originali specificamente create per il gruppo dal suo Direttore Iñaki Askunze, professore di Arrangiamento, Composizione e Big Band al Centro.

Saint Louis Big Band

Rispetta in pieno la struttura classica della big band ovvero: 4 Trombe, 5 Sax, Tromboni, Sezione ritmica, 6 coristi.
La formazione, nata nel settembre del 2007, ha al suo attivo la partecipazione a molti festival jazzistici di grande prestigio quali Villa Celimontana Jazz, Atina Jazz, Brindisi in Jazz, Nick La Rocca Jazz Festival, e numerose collaborazioni con artisti di fama internazionale, quali Kurt Elling, Peppe Servillo, Gegè Telesforo, Rosario Giuliani, Daniele Scannapieco, Marcello Rosa. Javier Girotto ha scelto la Saint Louis Big Band per eseguire ed incidere i brani del suo progetto “Escenas en Big Band”.

Three O’ clock Lab Band

The Three o’clock Lab Band is a large jazz ensemble which includes five saxes, five trumpets, five trombones, guitar, piano, bass, drums and percussion players. The band holds rehearsals Monday through Thursday from 3:00 pm to 3:50 pm. The director of the Three o’clock Lab Band is Tanya Darby.

Javier Girotto

Javier Edgardo Girotto – sassofonista, compositore e arrangiatore argentino. Nato a Córdoba in Argentina da famiglia d’origine pugliese per parte materna e veneta da quella paterna, inizia la propria attività nel 1980 per poi trasferirsi in Italia nel 1991.

Qui nel 1994 forma gli Aires Tango (insieme a Marco Siniscalco al contrabbasso, Alessandro Gwiss al pianoforte e Michele Rabbia alle percussioni), con cui effettua molti tour in tutta la penisola, incidendo 10 album; nello stesso periodo dà vita anche ad alcuni progetti paralleli con altri musicisti.

COMPOSITORI / ARRANGIATORI

Gabriele Ceccarelli

A Italian Jazz crea, classe 1993, ha studiato pianoforte, composizione e arrangiamento jazz al Saint Louis College of Music. Pur con un background fortemente radicato nella tradizione, con genuina curiosità rivolge lo sguardo ai più disparati mondi musicali, dal folk alla musica antica.

I suoi lavori sono un’euforica, ottimistica e proteiforme rappresentazione di suggestioni quotidiane, visioni introspettive e retrospettive, in un incessante e confidenziale fluire narrativo.

Salvatore Di Piazza

Salvatore Di Piazza, chitarrista ecclettico, classe 1988, vanta numerose collaborazioni con artisti come Alex Britti, Francesco Tricarico, Gatto Panceri, e Nikolas Metaxas.

Oltre all’attività didattica, live e studio e’ attualmente impegnato alla realizzazione del suo primo disco solista e alla conclusione degli studi di composizione e arrangiamento presso la Saint Louis College of Music di Roma nostro ospite a Italian Jazz crea.

Filippo Minisola

Classe 1991, diplomato con lode presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia in pianoforte Jazz nel 2016. Attualmente prosegue gli studi presso il Saint Louis College of Music al Biennio di Arrangiamento e Composizione Jazz sarà ospite a Italian Jazz crea.

L’amore per la composizione nasce sin dai primi anni di studio ed è contaminato dalle più disparate matrici musicali, antiche e moderne, folcloriche e colte, con una particolare, primigenia attenzione rivolta al lirismo e alla cantabilità.

Milena Nigro

Milena Nigro è diplomata in canto jazz presso il Saint Louis College of Music di Roma, dove approfondisce con grande passione lo studio dell’arrangiamento jazz per orchestra e per coro ospite a Italian Jazz crea.

La sua innata curiosità l’ha spinta a guardare oltre il linguaggio tradizionale del jazz, esplorando la tradizione jazzistica italiana, con un lavoro su Armando Trovajoli e approfondendo lo studio del jazz di matrice europea, di cui subisce il fascino e l’influenza. Negli anni ha sviluppato un proprio stile personale frutto di un incessante lavoro di ricerca.
Nel 2014 è vincitrice del Concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz “Bargajazz” per la Sezione “C”.

Dal 2014 dirige e scrive arrangiamenti per la “Saint Louis Voices Section”, sezione vocale della “Saint Louis big band”, diretta dal M°Antonio Solimene. Ha scritto arrangiamenti per diverse orchestre jazz sia in Italia che all’estero, collaborando con molti artisti quali Javier Girotto, Peppe Servillo, Gegè Telesforo, Nina Pedersen.

Riccardo García Rubí

Riccardo Garcia Rubi nasce a Roma nel 1994. Si avvicina alla musica in tenera età, a sette anni inizia lo studio del clarinetto per poi passare alla chitarra.

Consegue nel 2013 l’ “Edexcel National Diploma, Bachelor of Art in Contemporary Pop Music” presso la Music Academy di Roma, nel 2016 la “Laurea triennale in chitarra jazz presso Conservatorio di Musica Santa Cecilia Roma” (voto 30/30) ed è attualmente iscritto al Biennio di secondo livello in “Composizione e arrangiamento jazz” presso il Saint Louis College of Music.

Chitarrista versatile specializzato in chitarra flamenca lavora con varie compagnie di ballo esibendosi in diversi teatri sia in Italia che all’estero. Spesso è anche autore delle musiche per i suddetti spettacoli. Nell’ambito della pop music collabora da anni con il cantautore Marco Greco (con cui ha inciso anche il suo primo disco “Live in studio”). Ha sempre affiancato agli studi ed al lavoro l’attività di insegnante presso varie scuole di musica private della capitale.

Alessio Sacco

Classe 1990. Affascinato da diversi generi musicali, dal Prog al Blues, dall’Eurocolto al Rock, si laurea in Chitarra pop presso il Saint Louis College of Music, dove ha la fortuna di avvicinarsi al Jazz e di approfondirlo.

Nasce durante quegli anni l’amore per la composizione e l’arrangiamento, legati sempre a doppio filo da un elemento fondamentale: la cantabilità.

CALENDARIO EVENTI

8 marzo 2018

All Night Combo & What Women Play

A Italian Jazz crea le tre formazioni orchestrali dirette da Antonio Solimene, che per l’occasione cederà il podio ai talentuosi allievi del Biennio di II livello in Composizione e Arrangiamento jazz, tutte insieme sul palco del Monk Club per una straordinaria “All Night Combo“. In contemporanea, si svolgerà la mostra fotografica “What Women Play”, 24 ritratti fotografici di donne in musica, a cura dei fotografi del progetto “Ritratto d’autore” coordinati da Giacomo Mearelli.

Italian Jazz crea (Composition Research – Europe and America) è il nuovo Progetto del Saint Louis College of Music interamente dedicato alla Ricerca e all’Innovazione in ambito jazzistico compositivo. Nasce come spin off di Italian jazz on the road e ne amplia il potenziale divulgativo al fine di distribuire in tutto il mondo un progetto di musica originale e sperimentale di jazz italiano.

Partner internazionali del Progetto, alcune delle più importanti istituzioni musicali italiane, europee e statunitensi: Conservatorio Superior de Musica de Navarra – Pamplona, Spagna; University of North Texas, USA; Umbria Jazz Festival; Auditorium Parco della musica di Roma; Teatro Eliseo di Roma.

All’ Italian Jazz crea nell’ambito del Progetto, sostenuto dal MiBact, il Saint Louis si propone di promuovere in Italia, Europa e America, le creazioni originali di 8 talentuosi giovani compositori italiani, che verranno eseguite in Italia dalla Saint Louis Big Band, e all’estero dalle Big Band residenti del Conservatorio di Navarra e della University of North Texas.

Inizio concerto h 21:00, Monk Club – Via Giuseppe Mirri, 35

All Night Combo

Ospiti all’ Italian Jazz crea con oltre 40 musicisti sul palco
– 3 combo: Little – 2 fiati, sezione ritmica, 1 voce; Medium – 3 fiati, sezione ritmica, 2 voci; Saint Louis Big Band – 10 fiati, sezione ritmica, 2 voci soliste e sezione voci.

Composizioni originali e arrangiamenti inediti a cura degli allievi del Biennio di II livello in Composizione e Arrangiamento Jazz Saint Louis

SAINT LOUIS BIG BAND

Fiati:
Antoni Kuzak, 1° sax alto, Luis Alberto Enguita Pràdanos, 2° sax alto, Luigi Acquaro, 1° sax tenore, Francesco Maresca, 2° sax tenore, Mauro Massei, sax baritono, Luciano Pischetola, trombone, Mario Caporilli, 1° tromba, Edoardo Impedovo, 2° tromba, Giuseppe Scrima, 3° tromba, Ivan Iacobellis, 4° tromba, Giulio Bozzo, 5° tromba
Ritmica:
Francesco Sposato, Leonardo Pruneti, pianoforte, Lorenzo Taddei, Guido della Gatta, chitarra, Andrea Di Renzi,, Giuseppe Di Pasqua, basso, Daniele Natalini, Lorenzo Lupi, batteria

MEDIUM COMBO

Repertorio dedicato al rock anni ’70 con arrangiamenti originali
Voci:
Francesco Sacchini, Federica Capretti
Fiati:
Davide Vispi, sax alto, Emanuele Ciocca, sax tenore, Giuseppe Scrima, tromba
Ritmica:
Martina Lucignano, pianoforte, Simone Sabbatini, tastiere, Leonardo Carfora, chitarra, Nicola Girella, chitarra, Flavio Vegliante, basso, Matteo Bussotti, batteria

LITTLE COMBO

Il pop della tradizione rivisitato in chiave moderna ospiti all’Italian Jazz crea
Lucrezia Cesaroni, voce, Emanuele Ciocca, sax alto, Giuseppe Scrima, tromba, Andrea Boccale, pianoforte, Marco Valentini, chitarra, Rafaele Lombardo, chitarra, Alessio Lima, basso, Simone Lanzillotti, batteria
*L’ingresso alla mostra e al concerto è gratuito, ma subordinato alla sottoscrizione della Tessera ARCI Roma (€ 5,00). La tessera ha validità fino al 30 settembre 2018 e dà diritto a sconti e facilitazioni in numerosi negozi, musei ed eventi culturali.

23 marzo 2018

Closing Act: The Rode Quartet

Il sassofonista e compositore di fama internazionale dirigerà all’ Italian Jazz crea la formazione orchestrale formata dai giovani talenti del Saint Louis, solitamente diretta da Antonio Solimene, nella performance di alcuni brani di sua composizione, ispirati alle opere di Federico Garcia Lorca, che uniscono il jazz più tradizionale a sonorità dal sapore mediterraneo, regalando al pubblico un assaggio dei suoi sofisticati arrangiamenti.

Closing Act: The Rode Quartet, Valentina Ramunno – Piano e Voce, Luca Taurmino – Batteria, Riccardo Alexander – Basso, Luca Bellanova – Chitarra

Elegance Café – Via F. Carletti, 5 h 21:30, ingresso libero

Saint Louis Big Band

Fiati:
Luis Alberto Enguita Pràdanos, 1° sax alto, Paolo Rosato 2° sax alto, Luigi Acquaro, 1° sax tenore, Francesco Maresca, 2° sax tenore, Luca Padellaro, sax baritono
Marco Severa, flauto traverso
Elisabetta Mattei, 1° trombone, Stefano Coccia, 2° trombone, Augusto Ruiz Henao, 3° trombone, Federico Proietti, trombone basso
Mario Caporilli, 1° tromba, Edoardo Impedovo, 2° tromba, Ivan Iacobellis, 3° tromba, Giuseppe Scrima, 4° tromba
Ritmica:
Francesco Sposato, pianoforte, Lorenzo Taddei, chitarra, Andrea Di Renzi, basso, Thomas Valente, percussioni, Daniele Natalini, batteria

Supersax

diretti da Mauro Massei
Antonio Ottaviano – Sax Alto, Massimiliano Raffa – Sax Alto, Alessandra Chichiarelli – Sax Tenore, Giorgio Nuzzo – Sax Tenore, Stefano Zaralli – Sax Baritono, Luca Prost – Piano, Paolo Evangelisti – Basso, Kasra Salehi – Batteria, Iñaki Askunze.
Laureato in Sassofono al Conservatorio di San Sebastián con menzione d’onore, Iñaki Askunze insegna armonia, arrangiamento, composizione e Big band al Dipartimento di jazz del Conservatorio Superiore del Paese basco (“Musikene”) e al Conservatorio Superiore di Navarra (CSMN).
Studia per tre anni alla Berklee College of Music (Boston) seguendo corsi con Joe Viola e con Herb Pomeroy e Si, laureandosi con menzione di Lode in “Performance” e “Composizione Jazz ”.

Il video di Iñaki Askunze e la CSMN Big Band: Saint Louis Big Band

La Saint Louis Big Band al Italian Jazz crea diretta da Antonio Solimene è una formazione orchestrale che rispetta in pieno la struttura classica della big band.
La formazione, nata nel settembre del 2007, ha al suo attivo la partecipazione a molti festival jazzistici di grande prestigio quali Villa Celimontana Jazz, Atina Jazz, Brindisi in Jazz, Nick La Rocca Jazz Festival, e numerose collaborazioni con artisti di fama internazionale, quali Kurt Elling, Peppe Servillo, Gegè Telesforo, Rosario Giuliani, Daniele Scannapieco, Marcello Rosa. Javier Girotto ha scelto la Saint Louis Big Band per eseguire ed incidere i brani del suo progetto “Escenas en Big Band”.

23 aprile 2018

Festival SPECIAL GUEST
PAOLO FRESU & SAINT LOUIS ENSEMBLE diretto da Antonio Solimene

“LA MUSICA DENTRO” Teatro Eliseo, via Nazionale,183, Roma h 21:00

Paolo Fresu apre l’edizione 2018 del Festival Special Guest, presentando sul palco del Teatro Eliseo “La Musica Dentro”- tratto dal suo libro del 2009 – con le sue composizioni più celebri, accompagnato da un ampio organico di 12 elementi. Paolo Fresu in concerto con il Saint Louis Ensemble diretto da Antonio Solimene, per Special Guest 2018, seconda edizione del Festival nato dalla collaborazione tra la storica scuola di musica Saint Louis e il prestigioso Teatro Eliseo e nell’ambito del progetto Italian Jazz C.R.E.A.

Al Italian Jazz crea il celebre trombettista eseguirà sue composizioni originali arrangiate in chiave orchestrale da Luigi Giannatempo per un ampio organico di 12 elementi. Il repertorio abbraccia un arco temporale piuttosto ampio della carriera di Fresu e si compone di brani storici, come “Fellini” e “Opale”, insieme ad altre composizioni più recenti, frutto delle molteplici collaborazioni del trombettista di fama internazionale. Un repertorio vario che spazia dal jazz a musiche che affondano le proprie radici nel folklore sardo, oltre a composizioni di respiro più marcatamente europeo.

Saint Louis Ensemble diretto da Antonio Solimene
Special Guest Paolo Fresu

Maurizio Leoni, sax alto e flauto, Gabriele Pistilli, sax tenore e sax soprano, Luigi Acquaro, sax tenore e clarinetto, Luca Padellaro, sax baritono e clarinetto basso, Mario Caporilli, tromba, Antonio Padovano, tromba, Giuseppe Panico, tromba, Elisabetta Mattei, trombone, Federico Proietti, trombone basso e basso tuba, Andrea Saffirio, piano, Fabrizio Cucco, basso, Alessio Baldelli, batteria
Arrangiamenti a cura di M° Luigi Giannatempo

Saint Louis Ensemble

Ritmica e 9 fiati – cuore pulsante del gruppo – il Saint Louis Ensemble diretto dal M° Antonio Solimene si forma all’interno del Saint Louis unendo insieme i migliori talenti della storia scuola di musica romana in un’unica formazione orchestrale per accompagnare in concerto i più importanti artisti della scena musicale italiana e internazionale.

Paolo Fresu

Ha registrato oltre 350 dischi di cui oltre 80 a proprio nome o in leadership ed altri con collaborazioni internazionali, spesso lavorando con progetti ‘misti’ di Jazz-Musica etnica, World Music, musica contemporanea, musica leggera, musica antica, collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro, Stadio, etc.

21 giugno 2018

“Jazz Factory “special guest Javier Girotto e la Saint Louis Big Band
diretta da Antonio Solimene

Creazioni e suoni dal Dipartimento di alta specializzazione di secondo livello del Saint Louis, un’eccellenza tutta italiana.
Artisti, compositori, creativi del nostro tempo, la Jazz Factory del Saint Louis è una bottega artigiana del suono, dove l’idea musicale diventa inchiostro sullo spartito, poi musica, poi riverbero di un’emozione. Un lavoro di ricerca di raffinato pregio, apprezzato e riconosciuto in tutta Europa, ovunque la Jazz Factory abbia indirizzato la propria energica armonia, un trait d’union tra tradizione e avanguardia.

Sul palco del Italian Jazz crea la Saint Louis Big Band, trascinata dall’entusiasmo del M° Antonio Solimene, con la partecipazione straordinaria di Javier Girotto, che sarà interprete dei suoi brani più celebri in una veste totalmente nuova creata dagli arrangiatori della Jazz Factory, i quali presenteranno anche loro composizioni originali.

Creazioni e visioni di: Gabriele Ceccarelli, Riccardo Garcia Rubi, Filippo Minisola, Milena Nigro, Fabio Renzullo, Alessio Sacco, Matteo Rossi
Italian Jazz crea (Composition Research – Europe and America) è il nuovo Progetto del Saint Louis College of Music interamente dedicato alla ricerca e all’innovazione in ambito jazzistico compositivo, al fine di distribuire in tutto il mondo un progetto di musica originale e sperimentale di jazz italiano.
La serata del 21 giugno all’Auditorium è la prima tappa di un tour internazionale che porterà le composizioni originali e gli arrangiamenti innovativi dei brani di Javier Girotto ad essere eseguiti dalle Big Band residenti del Conservatorio Superior de Navarra, Spagna e dell’University of North Texas, USA.

Javier Girotto

Javier Girotto sassofonista, compositore e arrangiatore argentino. Nato a Córdoba in Argentina da famiglia d’origine italiana, inizia la propria attività nel ‘80 per poi trasferirsi in Italia nel ‘91. Qui nel ‘94 forma gli Aires Tango insieme a Marco Siniscalco al contrabbasso, Alessandro Gwis al pianoforte e Michele Rabbia alle percussioni, con cui effettua molti tour in tutta la penisola, incidendo 10 album;
Ha al suo attivo collaborazioni con Rita Marcotulli, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluca Petrella, Bebo Ferra, Antonello Salis, Gianni Coscia, Peppe Servillo, Angà Diaz, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncbovacivan, Michel Benità, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem, Gianluigi Trovesi e molti altri.

Saint Louis Big Band

La Saint Louis Big Band è composta da:
Trombe
Antonio Padovano, Edoardo Impedovo, Giuseppe Scrima, Giulio Bozzo, Ivan Iacobellis
Sax
Antoni Kuzak, Francesco Soldano, Francesco Maresca, Maurizio Leoni, Mauro Massei
Tromboni
Elisabetta Mattei, Stefano Coccia, Sergio Saudelli, Palmiro Del Brocco
Sezione ritmica
Daniele Natalini batteria, Andrea Di Renzi basso, Lorenzo Taddei chitarra, Francesco Sposato piano
Voci
Valentina Ramunno, Giacomo Campolo

22/27 Settembre

University North Texas – Texas, Denton

Italian Jazz C.R.E.A. è il progetto del Saint Louis College of Music che sta portando giovani musicisti, arrangiatori e compositori sul palco di Conservatori, teatri e festival prestigiosi, in Italia e all’estero, in collaborazione con affermati artisti e direttori d’orchestra come Inaki Askunze, Richard De Rosa, Paolo Fresu e Javier Girotto.
Nell’ambito del progetto, sostenuto dal MiBact, il Saint Louis si è impegnato a promuovere in Italia, Europa e America, le creazioni originali di 8 talentuosi giovani compositori italiani, eseguite in Italia dalla Saint Louis Big Band diretta dal M° Antonio Solimene e all’estero dagli ensemble residenti del Conservatorio di Navarra e della University of North Texas.

L’ultima tappa del tour internazionale vedrà 6 giovani compositori e arrangiatori di casa Saint Louis dirigere la Big Band locale del Conservatorio di Pamplona, preparata dal sassofonista basco Inaki Askunze, già ospite a Roma nelle fasi precedenti del progetto.
Creazioni e visioni di: Gabriele Ceccarelli, Riccardo Garcia Rubi, Filippo Minisola, Milena Nigro, Fabio Renzullo, Alessio Sacco, Matteo Rossi
Italian Jazz C.R.E.A (Composition Research – Europe and America) è il nuovo Progetto del Saint Louis College of Music interamente dedicato alla ricerca e all’innovazione in ambito jazzistico compositivo, al fine di distribuire in tutto il mondo un progetto di musica originale e sperimentale di jazz italiano.
La serata del 21 giugno all’Auditorium è la prima tappa di un tour internazionale che porterà le composizioni originali e gli arrangiamenti innovativi dei brani di Javier Girotto ad essere eseguiti dalle Big Band residenti del Conservatorio Superior de Navarra, Spagna e dell’University of North Texas, USA.

I 6 protagonisti: Gabriele Ceccarelli, Filippo Minisola, Fabio Renzullo, Alessio Sacco, Milena Nigro, Riccardo Garçia Rubi

Con loro, il “capitano” del Progetto, il M° Antonio Solimene, che ha supportato costantemente i 6 compositori nella preparazione e finalizzazione dei brani del repertorio, che consiste in questo caso di arrangiamenti di brani originali del grande sassofonista argentino Javier Girotto, special guest della serata.

Dal 12 al 14 novembre i compositori proveranno i brani con la Big Band locale, per poi coronare la trasferta con un concerto finale, la sera del 15 novembre, aperto al pubblico e organizzato in concomitanza con la serata di apertura del Congresso dei Conservatori Spagnoli e Internazionali, ospitato dal Conservatorio di Pamplona stesso.

LE INTERVISTE

Antonio Solimene

Grazie alla visibilità e alla contestualizzazione europea raggiunte con Italian Jazz on The Road, è nato Italian Jazz C.R.E.A. che ne amplia il potenziale divulgativo, al fine di distribuire in tutto il mondo musica originale e sperimentale di jazz italiano.

Cosa ne pensa di questo progetto?
R: Con Italian Jazz C.R.E.A. il Direttore Stefano Mastruzzi ha voluto dare spazio ai compositori e agli arrangiatori e per la prima volta abbiamo varcato l’oceano. Un inizio folgorante! Neanche io avrei immaginato che un progetto di questo tipo potesse apportare a me, in primis, (perché non si finisce mai di imparare: si è insegnanti solo se si continua ad ascoltare il cambiamento della musica moderna nel mondo!) e soprattutto ai ragazzi che hanno avuto in quest’ultimo anno un arricchimento di dimensioni enormi, raggiungibile solo dopo tanti anni di studio. Un arricchimento pratico, vicino alla realtà. Non è da escludere che possa esserci anche una seconda edizione di Italian Jazz C.R.E.A. Si è ipotizzata la possibilità di intraprendere un Erasmus con l’Università del North Texas, una cosa esclusiva con una delle più qualificate università di tutti gli Stati Uniti d’America che permetterebbe ai nostri alunni di arricchire il percorso accademico con rinnovata competenza.

Con Italian Jazz C.R.E.A. è stato ospite dell’Università del Nord Texas insieme ai due allievi del biennio in composizione e arrangiamento jazz, Gabriele Ceccarelli e Filippo Minisola.

Quali sono le sue considerazioni su quest’esperienza vissuta da lei e dai suoi allievi?
R: Riassumere tutta l’esperienza vissuta è molto difficile. Il lavoro è andato ben oltre le nostre aspettative. Gli obiettivi proposti erano ambiziosissimi: uscire fuori dall’Europa in un confronto internazionale, con sistemi e meccanismi lontani dalla nostra routine e, come se non bastasse, nella patria del jazz. In fondo noi europei siamo accomunati da una sorta di modifica del jazz, ma andando in America ci confrontiamo con quella che è la radice più reale, più naturale del jazz. È quindi inevitabile nascondere un po’ di soggezione e di preoccupazione. I ragazzi sono stati accolti benissimo dalla struttura, Richard De Rosa è stato disponibilissimo, una persona alla mano nonostante il suo curriculum faccia invidia a chiunque: ha diretto e ha scritto per le più prestigiose realtà mondiali. Ci ha accolto con tranquillità, con gioia, con piacere. Abbiamo avuto un confronto con le orchestre, abbiamo ascoltato e assistito anche alle prove. Ce ne sono nove di orchestre, formate da venti musicisti che si alternano quotidianamente con prove di cinquanta minuti. Già solo l’organizzazione che c’è è stato motivo di stupore! La serietà con cui gli studenti dell’Università del Nord Texas affrontano questa prova è stata veramente al di sopra di ogni mia aspettativa. È un Campus, una realtà che noi possiamo condividere in parte, dove gli studenti vivono e non hanno le variabili dello sciopero della metro del venerdì! Lo spazio che ci è stato dedicato è stato abbastanza ampio. I ragazzi hanno provato e si è preferito far dirigere l’esecuzione delle loro composizioni dal M° Richard De Rosa perché il linguaggio, il confronto era già di per sé un evento complesso: per lasciare che i ragazzi prendessero la pratica con quel tipo di situazione e di orchestra ci sarebbe voluto qualche giorno in più.

Prima della partenza c’è stata una skype-class dei compositori e arrangiatori di Italian Jazz C.R.E.A. con il M° Richard De Rosa, in collegamento dal Texas. Direttore di composizione e arrangiamento Jazz presso la North Texas University, il maestro De Rosa è stato ospite del Saint Louis lo scorso anno: ha diretto la Saint Louis Big Band e tenuto Masterclass di composizione e arrangiamento.

Cosa ne pensa del metodo didattico del M° De Rosa? Ha riscontrato delle differenze rispetto a quello italiano?
R: Il M° Richard De Rosa è una persona autorevole, ma non autoritaria. Riesce con il peso della sua competenza ad ottenere attenzione e credibilità assoluta. Ho seguito alcune sue lezioni all’Università, i corsi sono tenuti in classi con quaranta-cinquanta persone; ci sono poi sub-docenti, ottimi allievi del Maestro che prendono piccoli gruppi di studenti da cinque o da dieci e fanno delle lezioni di supporto e di approfondimento. Ho notato una dinamica universitaria quasi come si stesse insegnando medicina: il professore autorevole tiene la lezione con presentazione power point, grandissima chiarezza e tanta serietà. Il jazz è nella loro storia, è un po’ come il nostro vissuto nell’ambito della musica classica. Per noi europei esiste una gerarchia musicale: al primo posto la musica classica, seguita dal jazz e dalla popular music. Per gli americani medicina, musica jazz, ingegneria, sono ambiti presi tutti con lo stesso rigore e con la stessa serietà. Noi abbiamo il jazz nelle istituzioni nazionali da vent’anni, loro lo hanno inventato e quindi ce l’hanno nella loro routine.

Anche per quanto riguarda le esecuzione realizzate dall’orchestra accademica texana, ha notato delle differenze rispetto alle esibizioni italiane?
R: Se un italiano impara a parlare inglese o americano, un po’ si sente sempre che è un europeo che parla. E funziona così per lo swing e per la pronuncia jazzistica che noi impariamo da loro. Inevitabilmente nel momento in cui suoniamo il jazz, noi europei siamo emulativi. Non per sminuire la nostra visione jazzistica, perché abbiamo scritto e coniato una musica jazz europeizzata, che ha una visone altrettanto interessante. Ci sono anche molti musicisti americani che sono abbastanza vicini ad un sistema jazzistico più di natura euro-colta. Ma è come se un americano suonasse la tarantella: sicuramente non avrebbe quella fluidità, quella naturalezza, quella leggerezza e quel senso di appartenenza della cultura napoletana. Con Italian Jazz C.R.E.A. il confronto assume valore e altezza di contenuti proprio perché ci stiamo rivolgendo alla fonte, alla radice essenziale: l’America. Parlare di pronuncia, di improvvisazione, di swing, di groove, di timing, per gli americani è uno slang innato. Ho visto che mai il M° De Rosa quando ha diretto l’orchestra si è dovuto spendere per migliorare una pronuncia. Qui, durante le lezioni, spesso molti interventi di noi docenti sono di correzione di pronuncia, per aiutare i nostri allievi a capire com’è lo slang, lo swing, il timing di un determinato passo musicale.

A novembre ultima tappa del tour internazionale. Questa volta si vola in Spagna, a Pamplona, e sarà l’orchestra del Conservatorio Superior de Musica de Navarra ad eseguire le composizioni degli allievi del Saint Louis con la Special Guest Javier Girotto.

Cosa si aspetta da questa esperienza?
R: Italian Jazz C.R.E.A. è stato un percorso molto ricco: abbiamo invitato De Rosa e siamo andati da lui, abbiamo invitato Iňaki Askunze e adesso andiamo da lui. È uno scambio a 360°: loro conoscono il nostro mondo e noi conosciamo il loro. So che sarà diverso. Andando in America abbiamo voluto incontrare la realtà pura del jazz; andando in Spagna abbiamo voluto incontrare il mondo delle contaminazioni artistiche, perché il jazz non vuol dire solo jazz della tradizione. Ormai ha raggiunto un significato molto più ampio, in cui abbraccia una marea di stili, e in questo Javier Girotto entra a pieno titolo. A Pamplona porteremo i brani di Javier Girotto che seguono una tradizione contaminata dal nuevo tango, dalla musica argentina e da quella del Sud America. Tutti i brani originali di Javier sono stati arrangiati dai ragazzi del biennio in arrangiamento e composizione Gabriele Ceccarelli e Filippo Minisola che dirigeranno l’orchestra del Conservatorio Superior de Musica de Navarra durante il concerto. La serata sarà caratterizzata da una sinergia di elementi spaventosa: la cultura argentina, la scrittura di arrangiatori italiani cresciuti al Saint Louis, il confronto con una realtà spagnola che mantiene punti in comune con l’Argentina e che ha punti in comune con la visione jazzistica che abbiamo conosciuto in Texas.

Ti volevo raccontare un episodio che mi ha molto colpito. C’è stato un momento in cui il nostro Richard De Rosa stava provando il pezzo di Gabriele Ceccarelli con l’orchestra diretta dalla direttrice residente della Three o’Clock lab Band, che fra l’altro a breve sarà docente Berkeley e che non era contenta di come il batterista stava suonando il pezzo. Allora ha chiesto a Richard De Rosa di andare alla batteria, ha chiamato l’allievo batterista, l’ha fatto accomodare vicino a lei e ha diretto il pezzo. Ci siamo trovati in una situazione in cui l’incrocio delle competenze e dei momenti creativi internazionali è stato pazzesco. Per cui c’era: l’orchestra che stava suonando un brano di un allievo italiano diventato motivo di integrazione didattica e di amplificazione, perché il brano aveva inevitabilmente influenze euro-colte perché i ragazzi hanno portato lì il loro universo. Quindi il direttore che è diventato batterista, l’allievo che ascoltava quello che il maestro aveva da dire… Un’occasione di integrazione che mi ha prodotto un’emozione grandissima! Vedere l’evoluzione dei ragazzi e partecipare all’esplosione internazionale dei loro lavori è stato estremamente eccitante e motivante per tutti!

Filippo Minisola

L’esperienza di Italian Jazz C.R.E.A in America è senza dubbio un’avventura che porterò sempre nel cuore, sia per gli incontri che ci hanno coinvolto in Texas, sia per i compagni di viaggio con cui l’abbiamo vissuta.

Una delle cose più affascinanti è stata sicuramente la possibilità di immergerci in una realtà distante (geograficamente e culturalmente!) dalla nostra. L’impatto della prima visita al Campus della University of North Texas è stato folgorante: una vera e propria città di studenti e insegnanti, frenetica, convulsa, appassionata, travolgente, che irradiava energia e voglia di lavorare e crescere insieme, immersi in un clima di collettività e di comunità.

Tra le migliaia di studenti che affollavano il Campus a qualunque ora, c’erano quelli delle numerose Big Band dell’università. Noi abbiamo avuto l’onore di avere dei brani eseguiti dai fantastici ragazzi della Three O’Clock Lab Band; è stato molto interessante ed istruttivo vederli lavorare con tanta professionalità (nonostante la giovane età) e a ritmi molto intensi e frenetici su dei brani che, a tratti, presentavano caratteri lontani dalla cultura Jazz “tradizionale”; infatti, mentre noi ci immergevamo nella loro cultura, abbiamo portato attraverso la nostra musica alcuni aspetti della nostra, con cui loro hanno dovuto confrontarsi, e questo ci ha condotto ad una forma preziosa di comunicazione.

Vera “pepita d’oro” del nostro viaggio è stato l’incontro con il M° Richard De Rosa, che ci ha guidati come un vero Cicerone tra gli spazi sconfinati del Texas, contraddistinto sempre da una rara umanità; è stato lui a dirigere i nostri brani con acuta sensibilità. Durante le sue lezioni, che abbiamo avuto la fortuna di seguire, sono rimasto colpito dalla straordinaria capacità di affrontare gli argomenti più tecnici da un punto di vista squisitamente emotivo, comunicativo, sempre in bilico tra tecnica ed ispirazione, creando una splendida sintesi dell’arte e dell’artigianato che costituiscono questo mestiere.

Gabriele Ceccarelli

Il viaggio in America, all’Università del North Texas, è stato in primis una bellissima esperienza culturale: incontrare una cultura così diversa dalla nostra è stato emozionante. Vivere nel Campus, quasi come se fossi un texano, questa è stata la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto, oltre ovviamente agli aspetti musicali, professionali.

Difficile sentirsi parte integrante del loro mondo: abbiamo vissuto l’esperienza da ospiti, da persone estranee alle loro dinamiche universitarie. Lì è tutto completamente diverso rispetto a come noi siamo abituati a vivere l’università. Tutti sono stati piacevolmente disponibili, anche semplicemente nel rendere noi ospiti partecipi di quello che facevano. Abbiamo seguito due ore di lezione privata con il M° Richard De Rosa che lui stesso ci ha proposto di fare, oltre ad averci permesso di assistere ad alcuni dei suoi appuntamenti accademici.

Preciso e coinvolgente, il M° De Rosa chiedeva attenzione e partecipazione. È un fantastico docente, davvero uno dei migliori che abbia mai conosciuto. Lavorare al mio brano con i musicisti della Three o’ Clock Lab Band, sotto la direzione del M° De Rosa e con la partecipazione del M° Solimene è stato uno dei momenti più belli dell’intera esperienza. Non solo l’esibizione in sé, ma soprattutto le prove! Partecipare e vedere come il maestro dirige e lavora è stato emozionante. Incontrare un mondo che è diverso dal tuo ti dà possibilità di crescita infinite.

Questo percorso è stato una grande occasione di crescita anche soltanto osservando quello che ci siamo trovati di fronte. Tutto molto stimolante!

FOTO

Italian Jazz C.R.E.A. | Pamplona | novembre 2018
Italian Jazz Crea in Texas
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