Italian Jazz on the Road

Italian Jazz on the Road 2017, jazz italiano sulla strada è un’idea fiorita e sostenuta dal Saint Louis College of Music di Roma, la più nota e rinomata realtà didattica musicale d’Italia, con il contributo di MiBact (Italian Culture Ministry).

Un ambizioso progetto di cooperazione internazionale volto a offrire un’apertura europea al nuovo jazz italiano, nonché un’opportunità di scambio e crescita a livello di networking internazionale.

Grazie a questo progetto Saint Louis porterà giovani musicisti italiani, selezionati tra i suoi migliori talenti, in un tour europeo, da Roma ad Amsterdam, da Kristiansand a Gent, da Maastricht a Aalborg e Helsinki, per un totale di 30 concerti.

Con il jazz italiano sulla strada 2017 Saint Louis permette al talento italiano, alla musica e alla cultura, caratterizzati da tradizione e innovazione, di esibirsi in alcuni dei più importanti Conservatori e Auditori in Europa.

La nuova caratteristica dell’IJR è il coinvolgimento diretto degli insegnanti delle Istituzioni di Istruzione Superiore e dei musicisti locali, che sono anche coinvolti per migliorare il terreno del progetto e ampliare il suo impatto.

Gli insegnanti, infatti, si esibiranno assieme agli studenti in gruppi completamente nuovi creati appositamente per il progetto, che viaggeranno per le Istituzioni partner, incontreranno e ripeteranno localmente con altri musicisti, che poi eseguiranno accanto a loro come ospiti speciali. E mentre ospiti dell’Istituto, offriranno e frequenteranno anche workshop. Gideon Tazzar è un jazz italiano sulla strada.

Il tour, organizzato dal Saint Louis College of Music di Roma, è iniziato da Amsterdam lo scorso giugno con il concerto del “Gideon Tazelaar 4tet” al Blue Note, nel prestigioso Conservatorio di Amsterdam. Il gruppo, che poi si esibì a Roma, è interamente composto da studenti e recentemente eccellenti laureati dei due Istituti, creando un vero e proprio ponte musicale tra i due Paesi.

Allora, siete pronti per questi 30 talenti italiani che viaggiano tra tanti paesi europei?
Jazz italiano sulla strada ad Amsterdam.

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GLI ARTISTI

Italian 60’s in blues

All’ Italian Jazz on the Road 2017 il trio indaga sull’influenza del blues sulla produzione di canzoni italiane degli anni sessanta. Gli artisti di quell’epoca cercavano di mettere insieme la loro tradizione con le influenze provenienti dall’estero, e che modificavano lentamente non solo la musica italiana, ma anche il modo di vita italiano nel periodo del dopoguerra. I Radio e gli artisti italiani come Wes o Rocky Roberts contaminarono con il loro suono innovativo la maggior parte della produzione pop in quei anni.

Il vero inno di quei tempi era “Io vorrei la pelle nera” (how I wish I had a black skin). Le forme blues, il suono di Motown, le sezioni di bronzo, i ritmi pressanti assumono il ruolo di intrattenimento che apparteneva alle orchestre classiche. La musica contemporanea italiana forse non esisterebbe senza queste contaminazioni.

Pietro Venza
Ha iniziato a suonare la chitarra all’età di dodici anni, sia elettrica che acustica, e in un paio di anni è stato già attivo nella scena musicale siciliana, sia in band di copertina che in gruppi musicali originali. Dopo la scuola secondaria si trasferì a Londra, dove studiò per un anno alla scuola di musica BIMM.

Successivamente si trasferì a Roma per frequentare il Saint Louis College of Music, essendo l’unico studente ad aver ottenuto l’accesso diretto al corso accademico nell’anno 2014. Qui ha studiato Blues, Jazz e Rock chitarra sotto la guida di Lello Panico, con il quale ha anche condiviso il palco in diverse occasioni.

Andrea Rosatelli
Inizia a suonare il basso all’età di 11 anni. Dopo aver studiato jazz al Saint Louis College of Music di Roma, dove si è laureato in doppio basso, ha deciso di avvicinarsi alla musica moderna iscrivendosi all’Università di musica di Roma dove, quattro anni dopo si è diplomato in basso elettrico.

Molto giovane iniziò un’intensa attività come sidemane, sperimentando con diversi generi musicali, dal jazz al pop, dal latino al funky, ecc.

Daniele Chiantese
Un batterista di sessione unico e versatile, The Art of Drumless, ha lavorato in diversi generi musicali in tour e registrazioni con artisti italiani e internazionali come Daniele Sepe, Lino Cannavacciuolo, Matthew Garrison, Brigada Internazionale, Paolo Fresu, Wojtek Pilichowski, Brett Garsed, William Stravato, Amit Chatterjee, David Jackson, Guthrie Govan, Davide Pannozzo e molti altri.

Ha tenuto cliniche e ha suonato nei principali festival di tamburi e fiere musicali in tutta Europa. Professore al rinomato Saint Louis College of Music di Roma, collabora anche su programmi didattici internazionali. È autore del libro “Linear Workout”.

Gideon Tazelaar

Il quartetto è nato dall’incontro tra il pianista Vittorio Solimene, il sassista Gideon Tazelaar e il batterista Giacomo Camiletti ad Amsterdam nel dicembre 2016. I musicisti sono diventati fortemente connessi dal loro desiderio di esplorare i suoni del jazz e trovare un suono personale, mentre hanno intrapreso un piccolo tour tra Paesi Bassi e Italia nel giugno 2017. Il gruppo offre un repertorio che va dalla grande tradizione jazz alle tendenze musicali moderne. Il quartetto interpreterà varie canzoni originali composte da Tazelaar e Solimene, e anche vari arredamenti di standard che si possono trovare nel grande canzonebook americano.

Gideon Tazelaar
Ha iniziato a studiare sassone all’età di 7 anni. A 8 anni ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam e all’età di 11 anni ha iniziato a suonare quasi ogni anno al North Sea Jazz Festival con il suo quartetto.
All’età di 14 anni è stato ammesso al Bachelor of the Conservatorium van Amsterdam che ha completato quest’anno con i massimi risultati possibili. Durante l’estate scorsa ha avuto l’opportunità di esibirsi con il sextet dell’orgue player Dr. Lonnie Smith (in Germany and France).
Ha anche suonato diverse volte con l’orchestra jazz di Concertgebouw, e con alcuni dei migliori attori jazz del mondo come: Dick Oatts, Eric Alexander, Johnathan Kreisberg, Joe Dyson, Benjamin Herman, Ruud Jacobs, Peter Beets, John Engels ecc.

Vittorio Solimene
Nato a Napoli il 9 giugno 1998. Ha iniziato a studiare pianoforte all’età di 12 anni. Nel 2016 ha conseguito il diploma di liceo del Liceo Musicale di Latina. Attualmente partecipa al suo ultimo anno di laurea in pianoforte jazz al Saint Louis College of Music di Roma.

Ha studiato con gli insegnanti Ramberto Ciammarughi, Roberto Tarenzi, Pierpaolo Principato, Dario Zeno, Alessandro Gwis e Daniele Marcante.

Nel maggio 2017 ha vinto il premio solista del concorso “Paolo Randazzo” ed è stato finalista del Concorso “Chicco Bettinardi” nel gennaio 2016 e del “B-Jazz International Contest” nel marzo 2017 (band category).

Daniel Nagel
Originario del sud della Germania, Daniel Nagel (20) vive e studia attualmente ad Amsterdam.
Iniziando con l’Electric Bass, iniziò presto a suonare in band, esplorando molti generi diversi. All’età di 17 anni ha preso il Double Bass e 2 anni più tardi si è trasferito a Mannheim per studiare all’Università di Musica e arti spettacolari. Un anno dopo ha scelto di continuare i suoi studi al Conservatorium van Amsterdam.

I suoi progetti principali sono il Quintetto WELS recentemente fondato e il Quartet Quite Sublime con sede ad Amsterdam.

Giacomo Camilletti
Inizia a suonare il pianoforte all’età di 9 anni. A 14 anni entrò al Liceo Musicale di Latina dove proseguì i suoi studi nel mondo delle percussioni classiche e del pianoforte classico. In questo periodo ha partecipato a numerosi concorsi come percussionista solista con l’insieme del Liceo Musicale, ottenendo ottimi risultati in concorsi quali Concorso musicale nazionale Gian Galeazzo Visconti, Concorso musical “Città di Tarquinia”, Giovani Musici.

All’età di 18 anni iniziò a studiare jazz e a 19 anni ottenne un posto al Conservatorium van Amsterdam. Nel Conservatorio ha l’occasione di entrare in contatto con una realtà musicale che è molto diversificata e vasta.

Social Call

Elisabetta Antonini – vocale, Alessandro Gwis – pianoforte, Guillermo Edoardo Garcia Vargas – chitarra, Andrea Avena – doppio basso

Social Call riunisce musicisti jazz provenienti da diversi contesti, insieme per la prima volta per esportare un nuovo progetto italiano. Le canzoni cameristiche e mediterranee si alternano alle composizioni caratterizzate da accenti jazz sia contemporanei che tradizionali, tutte originali, la maggior parte delle quali firmate dalla cantante Elisabetta Antonini (Top Jazz 2014).

Nelle sue registrazioni – come “Un minuto dopo” con l’oboista dell’Oregon Paul McCandless e con Alessandro Gwis al pianoforte, e “The Beat Goes on”, un omaggio alla Beat Generation – Elisabetta coniuga in modo creativo e raffinato la sua sensibilità compositiva europea di ispirazione letteraria con ritmi e atmosfere d’oltremare.

Elisabetta Antonini
La prima cantante italiana a firmare con il prestigioso label indipendente Candid Records, del rinomato produttore musicale Alan Bates. È la vincitrice del Top Jazz Magazine Award, votato dai critici come il miglior nuovo talento 2014.

Cantante sofisticata, ma anche talentuosa compositrice ed arrangiatrice, è attiva nella sfera del jazz partecipando a spettacoli e festival in tutta Europa e presentando un vasto repertorio che va dall’American Songbook alle opere originali e al jazz contemporaneo, collaborando con molti musicisti internazionali. (K. Wheeler, P. McCandless, V. Tsabropoulos, A. Gravish, M. Rosen, P. Fresu, J. Girotto, F. Bearzatti, E. Pieranunzi).

Alessandro Gwis
Pianista, tastierista e compositore, è nato a Roma nel 1969. All’età di 8 anni ha iniziato a studiare il pianoforte classico e dal 1987 si esibisce in molti concerti e gite. Come un musicista versatile ed esperto di pianoforte e musica elettronica, è a suo agio con vari contesti musicali, anche se molto distanti l’uno dall’altro: jazz, improvvisazione elettrica, musica latina, musica per spettacoli teatrali e di danza, rock.

È membro di Aires Tango (con Javier Girotto, Marco Siniscalco e Michele Rabbia) dal momento della fondazione del gruppo e ha suonato con molti importanti artisti come Ralph Towner, Cuong Vu, Paul McCandless, Paolo Fresu, Enrico Rava, Jorge Pardo, Gegè Telesforo, Dulce Pontes, Omar Faruk Tekbilek, Ben Sidran, Kurt Rosenwinkle, Maria Pia de Vito, Antonello Salis, Peppe Servillo, Sergio Rubini, Paolo Damiani, Stefano Benni.

Andrea Avena
Bassista e compositore, nel 1986 è il vincitore del concorso “New Talents” organizzato dalla RAI3 (TV statale italiana) come miglior talento sia per il basso elettrico che per il doppio basso; nel 1990 con il gruppo “Teatracolors” vince il primo premio per i nuovi gruppi a Forlì; si colloca come finalista nel concorso internazionale Barga per la composizione e l’arrangiamento dell’orchestra jazz organizzato per le edizioni ’88, ’89, ’90, ’96; nel 1998 è il finalista del Concorso internazionale di composizione Sassari “Scrivere in jazz”. Nel 2009 vince l’Imaie “Premio Opera”.

Guillermo Eduardo Garcia Vargas
È nato a San Salvador il 30 ottobre 1993. Si trasferì a Roma all’età di 10 anni con la sua famiglia. Da bambino ha avuto un talento musicale: all’età di 6 anni suona la batteria e si esibisce più volte nella band di suo padre. Quattro anni dopo iniziò a suonare la chitarra guidato dal padre. All’età di 16 anni decise di studiare chitarra al Saint Louis College of Music.

Ha studiato chitarra con Claudio Ricci e Nico Stufano Rock/Blues con un particolare interesse per la fusione. Ha suonato con diverse band in alcuni luoghi romani come Cotton club, Monk, Wishlist e altri. Ha avuto molte collaborazioni in duo con cantanti.

The blue matter

Italian Jazz on the Road 2017, Giulia Capogrossi – vocale, Daniele Marcante – chitarra, Roberto Sanguigni – basso, Roberto Palladino – batteria

All’ Italian Jazz on the Road 2017 la band esegue un repertorio composto da canzoni tradizionali italiane in funk o jazz-blues, insieme ad alcune canzone originali composte dai membri della band stessa. Le canzoni tradizionali, selezionate tra i capolavori di autori come Paolo Conte, Pino Donaggio, Sergio Endrigo e Pino Daniele, sono colorate da nuovi suoni, sconfiggendo le barriere del tempo e dello spazio e atterrando ad un suono più moderno e dinamico, battendo ad un ritmo contemporaneo.

Daniele Marcante
Istruttore di chitarra al Saint Louis College of Music di Roma, dove ottiene il suo diploma sotto la guida di Lello Panico. Ha collaborato con artisti italiani e internazionali come Francesco De Gregori, Alan Sorrenti, Marie Claire D’Ubaldo, Paolo Vallesi, Leda Battisti, James Thompson, Max Dedo, Nicola Costa, Luca Colombo, Federico Poggipollini.

Giulia Capogrossi
Sua nonna era una musicista classica professionale al Teatro La Scala e molto interessata alla musica moderna. A causa di questo background musicale è cresciuta ascoltando una varietà di musica da Chopin, a Ray Charles, ad Aretha Franklin.
Ha cominciato la sua carriera musicale all’età di 15 anni come cantante e compositrice, vincendo alcuni importanti riconoscimenti della critica locale. Ha partecipato a numerosi concerti e sessioni di jam a Roma e a Londra, dove ha avuto l’opportunità di cantare con alcuni popolari chitarristi blues come Matt Schofied o Ian Siegal e lavora con musicisti professionisti locali in blues, soul, rnb e rock.

Si è laureata in Scienze Politiche con i più alti onori ed è attualmente una studentessa di Jazz al Saint Louis College of Music, e coinvolta con il suo nuovo quartetto Jazz “The Unchained”.

Roberto Palladino
Istruttore di batterie al Saint Louis College of Music di Roma.
Ha conseguito un diploma di rock drums presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e una laurea in Jazz Drums and Percussions.

Tra le sue collaborazioni: Paolo Vallesi, Francesco De Gregori, Leda Battisti, Marie Claire D’Ubaldo, Lello Panico, Federico Poggipollini, Iseiottavi.

Heli

Italian Jazz on the Road 2017, Elisa Lostumbo voce, Francesco Provenzano chitarra, Giovanni Grieco chitarra, Gabriele Calanca basso, Pier Sante Falconi batteria

La compositrice e cantante Heli (Elisa Lostumbo) inizia a comporre i primi brani nel 2014 durante un viaggio in Norvegia. Da sempre affascinata dalla cultura e dai paesaggi nordici, trova ispirazione tra la natura dei fiordi e dei boschi norvegesi.

Se da una parte la sua musica conserva una matrice folk nell’aspetto più intimista, dall’altra esprime tutta l’energia del rock.

Nel 2016 decide di avviare il progetto musicale “Heli & The Nordic Wind”. Le sonorità del gruppo tendono alla ricerca e alla sperimentazione sonora tra intrecci chitarristici e ritmi ipnotici in grado di creare le giuste atmosfere per ogni storia, per ogni intimo verso.

Il sound è avvolto da un alone di mistero, tormentato, intenso che lascia comunque spazio ad improvvise aperture melodiche, come il Vento del Nord, che trasporta via le inquietudini e svela una tenue luce.

Marta

Marta Iacoponi voce, Margherita Flore tastiere, Corrado Filiputti chitarra, Simone D’Andrea basso, Fabrizio Di Martino batteria

MARTA è il progetto musicale della cantautrice viterbese Marta Iacoponi. Le sue composizioni in lingua italiana sono racconti ispirati da esperienze vissute in prima persona o da spettatrice e che hanno come filo conduttore la vita quotidiana.

Gli arrangiamenti, curati insieme ai componenti della band, hanno sonorità che spaziano dal pop al rock con alcune influenze della musica indie ed elettronica.

Attraverso le sue canzoni, MARTA disegna sul palco un mondo talvolta crudo, riflessivo e realistico, talvolta spensierato, sereno che lascia spazio alla fantasia.

Flowing Chords

Italian Jazz on the Road 2017 i Flowing Chords nascono dall’incontro tra diversi cantanti del Saint Louis College of Music e Margherita Flore, laureanda in Composizione presso lo stesso Istituto, in una sperimentazione energica della coralità a cappella, spaziando nel repertorio dal Pop al cantautorale, dal Rock al R&B contemporaneo.

Ad un anno dalla nascita hanno cantato in diversi festival come il Caffeina Jazz Festival di Viterbo, in collaborazione con il Saint Louis College of Music alla Festa di Roma presso il Lungotevere San Gallo insieme ad artisti di fama internazionale, al Teatro Eliseo, al Teatro Don Bosco di Fabriano, alla Domus Ciancaleoni, al Forte dei Borgia a Nepi e continua ad esibirsi in alcuni dei più rinomati locali di Roma e non solo.

A crush on melody

Cos’è che distingue una canzone scritta da George Gershwin da una di Luigi Tenco? Apparentemente molte cose: il contesto storico, il periodo, il fatto che appartengono a diversi mondi musicali. Ma ci sono due cose in comune: sono storie da raccontare e melodie da cantare, e dove c’è una storia il “ vestito” (lo stile musicale che si sceglie), può solo sostenere la bellezza.

Il Italian Jazz on the Road 2017 presento questo progetto con molte tradizioni ereditate e assimilate che si uniscono, la canzone classica italiana e il jazz, la melodia e l’improvvisazione, con la certezza che Cole Porter stava pensando a Puccini mentre componeva, come Bruno Martino stava pensando a Nat King Cole.

Pierluca Buonfrate
Ha studiato entrambe le tecniche di canto pop con Cinzia Baldana alla scuola di musica CIAC a Roma e il jazz con Fabrizia Barresi, opera con Carlo di Giacomo. Alla scuola CIAC segue anche corsi di teoria della musica. Ha studiato pianoforte con Pierpaolo Principato e percussioni latine con Luca Scorziello e Sergio Quarta. Ha seguito diversi workshop con artisti come Mark Murphy, Bob Stoloff, Carl Anderson, Jo Estill, Miles Griffith, Dean Bowman, Nena Freelon, Jay Clayton, Sheila Jordan, Denise King, Benny Benack.

Dal 1994 insegna la tecnica vocale, il canto jazz e l’improvvisazione nelle scuole di musica di Roma e dal 1996 lavora al Saint Louis College of Music, ed è anche presidente dei corsi vocali.

Principato di Pierpaolo
Ecclettico musicista che ha sempre girato tra jazz acustico ed elettrico, musica mondiale e pop suonando nei più prestigiosi Jazz Festival e club nazionali sia nazionali che internazionali, così come in diversi jazz, tour mondiali e pop.

Nel 1988 inizia la sua collaborazione ormai lunga 30 anni con il chitarrista e compositore Francesco Bruno, con il quale registra 7 CD, e con il batterista Agostino Marangolo, con cui registra 2 CD.

Ha suonato in diversi tour italiani e internazionali con artisti di musica popolare come Richie Havens, e con artisti jazz come il bassista Richard Bona del Zawinul Syndicate, Steps Ahead, Pat Metheny Group.

Stefano Minder

Stefano Minder, vocale Antoni Zygmunt Kuzak, alto sassone, Lorenzo Nanni, pianoforte Alessio Renda, basso Yuri Alviggi, batteria

Sempre impegnato nella composizione di canzoni, sospeso tra jazz e soul, il pianista e cantante Stefano Minder presenta il suo primo album “Love Through My Eyes”. Attraverso la sua costante ricerca in musica, Stefano percorre percorsi diversi che lo portano alla sperimentazione di nuovi metodi per usare la voce come strumento destinato a raffigurare colori e nuovi mondi.

Il suo motto: “La voce è uno strumento appropriato, capace di esprimere sentimenti profondi come quasi tutti gli altri strumenti. È strettamente connesso all’anima e diventa la sua espressione udibile; trasforma l’invisibile in visibile, crea nuovi suoni e colori, trasforma un’emozione in musica. La voce è uno strumento da scoprire, soggetto a costante evoluzione ed espansione. Un’espansione che va oltre i nostri confini immaginativi tracciabili”.

Yuri Alvigi
Inizia a studiare le batterie all’età di dieci anni, mostrando anche un notevole interesse per altri strumenti per percussioni. Ha studiato al Conservatorio “Alfredo Casella” di L’Aquila, frequentando lezioni di percussione classica, sotto la guida di insegnanti come Gianluca Ruggeri e Alessandro Tomassetti.

Nel 2010 si trasferisce a Roma per perfezionare lo studio della batteria, frequentando il corso di batteria jazz al “Saint Louis College of Music”.

Nel corso di questi anni ha avuto l’opportunità di studiare con insegnanti di prima classe tra cui Claudio Mastracci, Gianni Di Renzo, Daniele Chiantese, Roberto Gatto, Davide Piscopo, Ezio Zaccagnini e Daniele Pomo.

Lorenzo Nanni
‘Quello che fai da bambino influenza per sempre la tua vita’ – e questo è avvenuto quando la nonna di Lorenzo gli ha dato il suo primo accordeone con cui giocare, come se fosse un giocattolo, non sapendo che aveva già deciso di prenderlo sul serio. All’età di sette anni cominciò a studiare con Francesco Colanci che gli diede gli strumenti per partecipare al Campionato Nazionale cinque volte, che ha vinto tre volte. Lorenzo cominciò a sentire che l’accordione non era abbastanza così si sedette dietro un pianoforte per la prima volta e da allora non ha mai lasciato questo strumento.

Antoni Kukak
Aveva solo 10 anni quando ha iniziato la sua avventura musicale. Da allora molte cose sono successe sulla sua strada – tra le altre cose è un laureato di classe di sassofono in una delle migliori scuole di musica in Polonia – “Zespół Państwowych Szkół Muzycznych w Bielsku-Białej”, dopo che ha iniziato l’istruzione all’Accademia di Musica a Cracovia – Non ha finito perché ha deciso di provare il suo meglio negli Stati Uniti.

Qui ha preso parte all’esame di ammissione per il Berklee College of Music a Boston – è stato ammesso ma a causa di alcuni eventi sfortunati ha dovuto tornare in Europa. Qui iniziò i suoi studi sotto la guida di un eccellente sassofonista – Rosario Guliani al Saint Louis College of Music di Roma.

Antoni ha partecipato a numerosi festival e concorsi musicali in Polonia ed al di fuori di esso. È il vincitore di una borsa di studio dalle autorità della sua città natale – Bielsko-Biała. Qui è conosciuto come leader di molte band della scena jazz della città.

Marco Cinelli

All’ Italian Jazz on the Road 2017 l’iggy Pop lo ha definito “una futura Rock-Star” dopo aver visto una delle sue performance. Marco Cinelli prende la chitarra all’età di 11 anni sulle orme di Jimi Hendrix, Jeff Beck e BB King.

Cantante e al tempo stesso compositore elegante, diventa ben presto un artista Pop/Urban Soul. Dopo aver frequentato il Saint Louis College of Music di Roma, si trasferisce ad Amsterdam con la sua band Growlin’ Love & Pain, dove compone, produce e pubblica gli album “Slightly Tasteful” (2008) e “Breeze” (2011).
Marco Cinelli

Quattro anni più tardi si trasferisce a Parigi, dove pubblica il suo disco da solista “Parallel Postulate” (2013) e l’EP “Watch Me Movin’” (2016). Si installa successivamente a Londra dove prosegue incessantemente la sua carriera di compositore, arrangiatore, front-man e turnista.

Antea

Martina “Antea” Carelli voce, Giovanni Grieco chitarra, Matteo Gravante chitarra, Gabriele Calanca basso, Ivan Daniele batteria

Cantante, compositrice e autrice di testi, Antea (Martina Carelli), presenterà le sue composizioni originali e inedite. Brani che parlano del sociale, dell’anima e delle controversie fra istinto e ragione. Il genere verte su vari stili che si fondono a formarne uno unico, creando un insolito mix di Soul, R&B, Rock, Hard Rock, Prog e Alternative.

Jazzin’ the alien

Federica Zammarchi – vocale, Pierpaolo Principato – pianoforte, Dario Giacovelli – basso

Cantante, compositrice e arrangiatrice, nacque nel 1973, in quel bellissimo angolo d’Italia chiamato Toscana.
Nel 2000 si è laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Siena, con un’orientazione antropologica, poi si è completamente dedicata alla musica, studiando al Saint Louis College of Music di Roma (con una borsa di studio di due anni consecutivi), e poco dopo si è diplomata al Conservatorio di Frosinone (IT) specializzata in canto jazz e big-band arranging/composing.

Rasmus Birk

Ho suonato spettacoli teatrali (Evita Aalborg teater 2006 e Hair Aalborg teater 2007), e molti concerti dal vivo come chitarrista e cantante. Nel 2008 ho partecipato al Danish Music Contest sulla televisione nazionale dal vivo come cantante di fondo.

Occasionalmente ho suonato come chitarrista con artisti danesi famosi come: Lis Sørensen, Sko&Torp, Brødrene Olsen, James Sampson, Jakob Sveistrup, Jacob Andersen, Ivan Pedersen, Anne-Dorthe Michelsen, Annika Askman, Zindy, Monique, Benjamin Koppel, Martin Preisler ecc.

Cristian Capasso Project

Guido della Gatta chitarra, Cristian Capasso basso, Antonio Muto batteria

All’ Italian Jazz on the Road 2017 il progetto musicale Cristian Capasso Project è una sinergia di talenti straordinari. Con Alessandro Scialla al piano, Guido della Gatta alla chitarra, Cristian Capasso al basso e Antonio Muto alla batteria, il gruppo offre una performance unica ed emozionante.

Le loro composizioni abbracciano una vasta gamma di generi, fondendo abilmente jazz, rock e fusion. Il risultato è un’esperienza sonora coinvolgente che cattura l’anima degli ascoltatori.

Jarmo Hynninen

All’ Italian Jazz on the Road 2017 il jazz italiano sulla strada gli artisti 2017 da “Metropolia”, Helsinki ospite speciale in “Italian 60’s in Blues” per i concerti di Helsinki e Roma

Jarmo Hynninen è un chitarrista e insegnante di chitarra molto apprezzato e impegnativo nella scena musicale finlandese e nel corso degli anni ha raccolto un sacco di tifosi e discepoli che prestano molta attenzione al suo suon e al suo tono. Sono sicuramente anche uno dei tifosi di Jarmo, e sono stato entusiasta di sapere che aveva comprato un Mojo Grande. Ho sempre ammirato il tono gustoso di Jarmo, e sono felice che una delle mie chitarre sia diventata parte del suo vocabolario musicale.

Jarmo Hynninen ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 12 anni. Si è laureato al Helsinki Pop/Jazz Conservatory nel 1994. Jarmo ha anche studiato alla Sibelius Academy, Jazz Dept., dove ha conseguito il Master of Music in 2006.

Guido Della Gatta 4et

Il quartetto musicale Guido Della Gatta 4et unisce talenti eccezionali per creare un’esperienza sonora unica. Con Guido Della Gatta alla chitarra, Benjamin Ventura alle tastiere, Cristian Capasso al basso e Alessio Crespi alla batteria, il gruppo sfoggia un mix di stili e influenze che incanta gli ascoltatori.

La loro musica è un viaggio emozionante attraverso ritmi avvincenti e melodie suggestive.

Italian jazz on the road calendario eventi

Amsterdam

23 Giugno

Gideon Tazelaar Quartet

Roma

28 Giugno

Gideon Tazelaar 4tet

Helsinki

29 Agosto

Social Call

13 Settembreo

Italian Song book
Blue Matter

Aalborg

12 Settembre

Social call

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